CINEMA
Martedì, 31 Ottobre 2017 20:51

LA SABBIA NEGLI OCCHI

Proiezione del film indipendente LA SABBIA NEGLI OCCHI di Alessandro Zizzo

giovedì 23 novembre 2017 | ore 21
Teatro polifunzionale AncheCinema
Corso Italia 112 BARI
Parcheggio convenzionato in Corso Italia 45

Biglietti ridotti con ANCHECINEMA CARD
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Biglietti disponibili a breve su cinemaz.com e al botteghino del Teatro APERTO lun-ven 11-13 17-19

INFO e PRENOTAZIONI SMS 329 611 22 91
Durata 98 min

Il film, prodotto dall’Associazione A.N.I.Ma.S.S ONLUS di Lucia Marotta con produzione esecutiva di Gregorio Mariggiò per Southclan Arts, è stato girato quasi interamente in provincia di Taranto e Brindisi tra le località di Maruggio, Campomarino, Manduria, Sava e Francavilla Fontana.

Protagonisti due volti noti del panorama televisivo e cinematografico, Valentina Corti, presente nel cast della serie televisiva “Un medico in famiglia”, e Adelmo Togliani, regista e attore, che torna a lavorare sul set con Zizzo dopo “La morte del sarago”.

Ad affiancare sulla scena i due attori principali, ci sono Giorgio Consoli, Carlo Tatarano, Altea Chionna, Serena Tondo, Andrea Simonetti, Mario Blasi, Mada Lopalco, Sarah Genga, Mauro Pulpito e il piccolo Fabio Ferrara già protagonista di “Iaco”, oltre alla partecipazione di Alberto Rubini. La fotografia è stata curata da Davide Micocci, che aveva già lavorato con Zizzo e Mariggiò nel cortometraggio pluripremiato: “Bibliothéque”.

Dopo il pluripremiato “La morte del sarago” e “Iaco”, prodotto dall’Apulia Film Commission con produzione esecutiva di Kimera Film, Zizzo questa volta torna sulle scene con un lungometraggio che racconta, con toni drammatici e delicati, la lotta solitaria e tenace di una donna affetta dalla Sindrome di Sjögren, una patologia autoimmune a carattere sistemico che può colpire diverse parti dell’organismo, in particolare gli occhi e la bocca, fino a provocare la progressiva distruzione delle ghiandole lacrimali e salivari.
Una malattia invalidante e invisibile, spesso difficile da diagnosticare, come testimonia la vicenda di Lucia Marotta, a cui è ispirato il film, e dei numerosi malati, soprattutto donne, che soffrono per anni in un clima di incomprensione prima di riuscire a dare un nome al loro nemico.

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