MUSICA
Mercoledì, 08 Febbraio 2017 18:00

MANOMANOUCHE TRIO

MANOMANOUCHE TRIO in concerto all'AncheCinema Royal
DOMENICA 12 marzo ore 18.00

Biglietti a breve disponibili su www.anchecinemaroyal.com

Info e prenotazioni SMS 329 611 22 91

Il progetto Manomanouche nasce nel 2001 dall'incontro di musicisti di differente estrazione. L'intento del progetto è di far conoscere ad un pubblico più vasto la cultura e la tradizione musicale degli zingari Manouches. Collaborano con il progetto diversi artisti a livello nazionale ed internazionale.


Nell’arco di qualche anno Manomanouche diventa una realtà affermata nel circuito dei Jazz Festival per la qualità della ricerca e per la loro sensibilità artistica. L’intensa attività concertistica li porta a consolidare uno stile sempre più personale, senza mai dimenticare le radici del Gypsy Jazz, fonte della loro ispirazione. Infatti, l'essenza dei Manomanouche è stata sempre caratterizzata da un originale e personale sforzo nella ricerca del suono e delle dinamiche. Manomanouche propone una musica basata sull’improvvisazione, aperta alle contaminazioni, derivante principalmente dalla fusione di swing, folklore tzigano e melodia italiana.


Il repertorio comprende riarrangiamenti di brani di Django Reinhardt, alcuni standards e nuove composizioni originali. Il concerto ha un impatto immediato sul pubblico ed è completamente realizzato con strumenti acustici.


Tutti i musicisti attualmente partecipano al Tour Europeo di Paolo Conte (Royal Albert Hall London, Gran Rex Paris, Montreux Jazz Festival, Carrè Amsterdam, Wiener Stadthalle e Konzerthaus Vienna, Montecarlo Sporting Summer Festival, Alte Oper Frankfurt, Kolner Philharmonie Cologne, Centro Cultural de Belém Lisbon, Royal Festival Hall London...)

Pubblicato in MUSICA
Venerdì, 30 Dicembre 2016 18:18

T O M A G A live all'AncheCinema Royal

Sabato 21 gennaio 2017 ore 21
AncheCinema presenta
TOMAGA in concerto
Presentazione del disco THE SHAPE OF THE DANCE all'AncheCinema Royal
con la collaborazione di Antonio Curcetti (fotografo/video maker)
http://www.antoniocurcettianalogico.com/

Opening act: Tesla (Raffaele Stellacci)

Aperitivo musicale: Carlo Chicco

Afterparty su invito:
Soulpunk set by Discipline Records
Sounds like: Strange Synthetisers, French Sound, Punk, Disturbed Disco

Biglietti on line

 

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e al botteghino del teatro
Intero: €12+1 prevendita
Ridotto: €10

WEB:
http://julietippex.com/roster/tomaga/
https://tomaga.bandcamp.com/

I TOMAGA incanalano varie forme di polistrumentismo in una musica che, anche se a tratti può ricordare l’industrial, piuttosto che il jazz, o la psichedelia, o il minimalismo, è in realtà un qualcosa di totalmente diverso. Dediti all’esplorazione del suono, questo duo di base a Londra smantella in modo ossessivo la familiarità, ricercando quella tensione che risiede tra l’improvvisazione e la forma.
Il loro secondo album “The Shape Of The Dance”, uscito nel Settembre 2016 per Hands in the Dark ha ricevuto il plauso della stampa dedicata.
Il gruppo è stato invitato a suonare da luminari della musica come Wire, Deerhoof e Silver Apples sin dal 2013, anno della loro formazione, confermando la reputazione di essere una band con un live di altissima qualità.
Nell’autunno del 2015 i TOMAGA sono stati invitati dalla Galleria di Arte Contemporanea Turner con sede a Margate, Gran Bretagna, a mettere in scena una performance utilizzando alcune opere di Pedro Reyes: armi confiscate dalla polizia messicana ai cartelli della droga e trasformate in strumenti musicali. Il risultato della performance verrà pubblicato in un album live che uscirà a breve. Nella primavera del 2016, inoltre, sono stati invitati a contribuire con un oggetto sonoro all’esibizione di Yoko Ono “‘Lumière De L’aube” per il Museo di Arte Contemporanea di Lione, Francia.

“Il duo disegna paesaggi strumentali di psichedelia minimale e astrazioni jazz, attenti a non calcare troppo sulle indiscutibili doti di musici ma a mantenere anche nei passaggi più surreali un certo senso del divertimento e della sorpresa” –Blow Up
“It’s a kind of implosive sound which does not entirely leave you the chance to get bored nor over-focused” –Heathen Harvest Periodical

“Starting their set like a duo stranded on a desert island with only a broken radio and set of drums, the experimental noise-jazz sounds that followed were quite extraordinary” - Live review, The Wire

L’ultimo lavoro dei Tomaga si discosta delicatamente ed audacemente da quanto finora proposto.
“The Shape of the Dance” evoca ancora una volta lo strano mondo sonoro abitato dal duo.
La traccia di apertura “Tuscan Metalwork” combina mutevoli toni analogici ad una tavolozza percussiva registrata utilizzando oggetti di metallo trovati nella campagna toscana, il tutto fuso in una sincope ultraterrena che trasuda una tensione energetica, come una creatura appena partorita che si dimena in preda alla sua esistenza bestiale.
Con repentinità “Combe Stone”, interrompe questa malsana
fantasticheria. Stratificazioni acustiche, provenienti da diversi universi sonori, si oppongono l’un l’altra in una danza bipolare di ottoni erranti offerti dal primo di diversi musicisti ospiti su questo album: Rick Tomlinson.
La traccia intitolata “The Shape Of The Dance” propone un tono diverso richiamando le esibizioni dal vivo del duo, con una spirale poliritmica di percussioni, basso frenetico, organo e oscillatori, tutti complici di questo bizzarro intreccio sonoro. “Scacco Matto” vede i Tomaga raggiungere la loro destinazione più lontana dalla normalità.
Il suono della ghiaia, un barattolo di lenticchie, le esalazioni prive di interesse melodico della tromba di Marco Baldini, ci liberano alla deriva in un luogo sonoro senza nome.
“A perspective with no end” tradisce la dinamica dei Tomaga dal vivo che, con vibrafono, batteria, basso e oscillatori, mantiene un tono minimalista e sembrerà familiare a chiunque abbia assistito alle stupefacenti performance dal vivo del duo.
“Four Ducks Dead” è una collaborazione col quintetto di improvvisazione radicale fiorentino Blutwurst, la cui notevole strumentazione aumenta questa minacciosa traccia dal vivo, un adeguato omaggio al pollame vero e davvero morto menzionato nel titolo.
Il “Gonda’s Dream” è un sontuoso lamento che, invece di risolvere questo ciclo di canzoni sembra spingere l'ascoltatore nell’oblio con i suoi ritmi e melodie infinitamente ciclici.

 

Antonio Curcetti è un fotografo e video maker italiano con sede a Londra che ha documentato negli ultimi anni la scena psichedelica della musica rock underground.
Nel 2011 inizia una collaborazione con la band The Oscillation con cui ha una lunga relazione artistica e che lo porta ad essere assistente alla regia di Julian Hands durante le riprese del video “From Tomorrow".
L'amore per la fotografia analogica lo porta a sperimentare con doppie esposizioni e tecniche di stampa e, quando comincia la regia video, a sperimentare con gli sviluppi della pellicola Super8. Ha lavorato per Crack Magazine (The Horrors, Beach House) e documentato festivals di musica psichedelica come Levitation in Austin e il Liverpool International Festival of Psychedelia.
Nel 2014 inizia il suo rapporto creativo con Tomaga producendo il video "Alphabet of Night" e nel 2016 il video "Tuscan Metalwork".

 

Raffaele Stellacci classe 1981, è il tastierista dei Fabryka, band indie pugliese che si è fatta notare anche a livello internazionale, sui palchi di alcuni dei festival più importanti di musica indie e contemporanea, come il SXSW Festival di Austin, il Primavera Sound di Barcellona, lo Sziget Festival di Budapest, il Reeperbahn Festival di Amburgo, lo Strawberry Festival di Shanghai. Da sempre innamorato delle sonorità calde dei sintetizzatori analogici, con “TESLA”, il suo primo progetto solista, spazia tra generi ed epoche molto diverse, dalla psichedelia al krautrock all’elettronica contemporanea.

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